
Laurentianum
Quale erede del compito di andare ed evangelizzare, ricevuto dalla Chiesa attraverso la Regola di san Francesco d’Assisi (1181-1226), l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini rilevò, fin dagli inizi della Riforma nel Cinquecento (1528), l’importanza della Tradizione teologica di San Bonaventura (1221-1274) e del Beato Giovanni Duns Scoto (1265-1308) nell’istituzione degli Studia generalia per la formazione spirituale, teologica e pastorale dei frati. In questo filone si colloca lo Studio Teologico Interprovinciale Laurentianum di Venezia, istituzione formativo-culturale delle Province veneta e lombarda dei Cappuccini. L’esistenza dello Studio Teologico dei Cappuccini a Venezia è documentabile già nella metà del secolo XVI, quando, all’indomani del Concilio di Trento, lo si ritrova nell’elenco dei primi Studia Generalia sorti dopo la Riforma Cappuccina. Lo Studium assunse il nome di «Laurentianum» in occasione del conferimento (19 marzo 1959) del titolo di Dottore della Chiesa a San Lorenzo da Brindisi (1559-1619) – Doctor apostolicus, come ebbe a ricordare anche papa Benedetto XVI durante l’Udienza generale del 23 marzo 2011 –, dal momento che il santo cappuccino fu alunno e docente del medesimo Studio Teologico...continua la lettura
Le Sedi
Alcune tappe degli studi
STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA E MEDIEVALE
Obiettivi Il corso si propone di introdurre alla conoscenza dei momenti più significativi della riflessione filosofica dal suo sorgere greco alle sintesi più mature del Medioevo. La razionalità greca dalla sua nascita al grande tentativo universale del pensiero aristotelico troverà nel fatto cristiano un elemento di forte discontinuità determinando una nuova fase. La nascita del pensiero cristiano pur nella discontinuità affonderà le sue radici nella tradizione greca e molti dei suoi intellettuali accoglieranno e valorizzeranno il pensiero pagano riguadagnandolo in un’ottica e in una luce nuova, la luce del Logos fattosi carne.
STORIA DELLA FILOSOFIA MODERNA E CONTEMPORANEA
È possibile una metafisica della soggettività? La filosofia moderna si presenta come rottura rispetto al passato e si costituisce come una messa in crisi della tradizione metafisica. Nello stesso tempo, però, essa rappresenta una svolta che può dar vita a una nuova metafisica, non più una metafisica del reale in sé ma del soggetto. Nel I semestre vengono messi in luce i caratteri di continuità e di rottura rispetto alla metafisica tradizionale e vengono valutate le possibilità di una nuova metafisica all’interno di una soggettività moderna. Nel percorso attraverso la filosofia contemporanea, invece, le prospettive moderne della soggettività vengono radicalmente superate, sia nelle sfide antimetafisiche e ateiste dell’800, sia in approcci filosofici, come quelli dell’esistenzialismo, della fenomenologia ecc., che non corrispondono più ad un’idea sistematica della metafisica. Lo scopo del II semestre sarà dunque di sensibilizzare alla scoperta di autori di matrice cristiana capaci di dialogare con le istanze della contemporaneità. Ciò che ne risulta è la scoperta di nuove prospettive per l’articolazione della “filosofia cristiana”.
ANTROPOLOGIA FILOSOFICA
Il corso si propone di offrire, per quanto possibile, una risposta alla domanda fondamentale: Chi è l’uomo? una domanda che, essendo posta dall’uomo stesso, s’impone all’uomo più che essere posta dall’uomo ed è perciò destinata a rimanere aperta.
Alcune date importanti
Quale erede del compito di andare ed evangelizzare, ricevuto dalla Chiesa attraverso la Regola di san Francesco d’Assisi (1181-1226), l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini rilevò, fin dagli inizi della Riforma nel Cinquecento (1528), l’importanza della Tradizione teologica di San Bonaventura (1221-1274) e del Beato Giovanni Duns Scoto (1265-1308) nell’istituzione degli Studia generalia per la formazione spirituale, teologica e pastorale dei frati.
Pensiero o frase
Lo STUDIO TEOLOGICO INTERPROVINCIALE «LAURENTIANUM» dei Frati Minori Cappuccini affiliato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università «Antonianum» di Roma, ha la sua Sede di Venezia, presso il Convento SS. Redentore - Giudecca, 194 - 30133 VENEZIA





Quale erede del compito di andare ed evangelizzare, ricevuto dalla Chiesa attraverso la Regola di san Francesco d’Assisi (1181-1226), l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini rilevò, fin dagli inizi della Riforma nel Cinquecento (1528), l’importanza della Tradizione teologica di San Bonaventura (1221-1274) e del Beato Giovanni Duns Scoto (1265-1308) nell’istituzione degli Studia generalia per la formazione spirituale, teologica e pastorale dei frati. In questo filone si colloca lo Studio Teologico Interprovinciale Laurentianum di Venezia, istituzione formativo-culturale delle Province veneta e lombarda dei Cappuccini.












L’obbedienza lo portò ad accettare diversi incarichi come Ministro sia della Provincia di Venezia, sia di altre Province (Toscana, Svizzera…). Servì l’Ordine cappuccino come Ministro generale dal 1602 al 1605, ma è soprattutto come predicatore e inviato papale che Lorenzo ebbe modo di manifesta-re le sue eccelse virtù oratorie e la capacità teologica: andò in Austria, in Baviera, in Boemia per conte-nere la diffusione delle tesi protestanti, sempre con la Bibbia in mano. Scriveva le prediche, le contro-versie, le lezioni. La sua Opera omnia, stampata in 10 volumi, fu la base del suo inserimento tra i maestri della fede col titolo di “Dottore Apostolico”. Ritornò a Venezia nel 1616, dove la pace e la preghiera del convento costituivano solo una parente-si tra le diverse missioni diplomatiche che la Santa Sede gli affidava. Lorenzo fu un autentico mistico. Le sue Messe duravano due-tre ore, ma ottenne dal papa Paolo V la facoltà di poterle prolungare a volontà: giungeva anche a 8-10 ore. L’inserviente fr. Adamo assicurò che aveva apparizioni e visioni durante la celebrazione della Messa. Chiamato a portare concordia e pace nel Regno di Napoli, raggiunse la corte del re di Spagna Filip-po III, che allora si trovava a Lisbona il 25 maggio 1619. Stremato dalle fatiche, dopo aver incontrato il sovrano, profetizzò la propria morte imminente. Il 22 luglio 1619, nel giorno del suo sessantesimo compleanno, Lorenzo morì a Belem (Portogallo) e il suo corpo fu trasportato a Villafranca del Bierzo (Galizia – Spagna), dove fu tumulato nella chiesa del monastero delle Francescane scalze. Fu beatificato nel 1783 da Pio VI e canonizzato nel 1881 da Leone XIII. Il 19 marzo 1959, con la Lettera Apostolica Celsitudo ex humilitate, il papa san Giovanni XXIII concedeva al santo cappuccino Lorenzo da Brindisi il titolo di Dottore della Chiesa.